Appunti dal libro di Ken Dancyger e Jeff Rush.
CAPITOLO 1
ELEMENTI FONDAMENTALI DI UNA SCENEGGIATURA
Ogni sceneggiatura si basa su un plot (una storia) che racconta di un conflitto.
STRUTTURA
La struttura di una sceneggiatura è per solito divisa in tre atti:
I Atto = Presentazione Personaggi e Introduzione del Concept
II Atto = Scontro e Lotta (Conflitto)
III Atto = Risoluzione del Conflitto
CONCEPT
Ciò di cui tratta la sceneggiatura, è il dilemma del personaggio. Si potrebbe riassumere con la domanda "Cosa succede a Tizio quando....?" (Ad esempio Rocky: "Cosa succede ad un pugile fallito quando ha l'occasione di riscattare la propria vita combattendo per il titolo dei pesi massimi?")
Esistono due tipi di Concept, HighConcept e LowConcept. Il primo è basato sugli accadimenti della storia, sulla narazione come successione di avvenimenti, il secondo è più basato sui pesonaggi i loro dilemmi la loro caratterizzazione.
CONFLITTO
E' il motore centrale della sceneggiatura. Uomo vs Uomo, Uomo vs Ambiente, Uomo vs Se Stesso, con le varie sfumature (Giovane vs Vecchio, Ricco vs Povero, Eroe vs Cattivo ect)) sono le polarizzazioni più classiche. Le polarizzazioni rendono evidente il conflitto, lo amplificano e lo esplicano.
IL PROTAGONISTA
E' colui tramite il quale viviamo il conflitto della sceneggiatura, con il quale deve scattare l'identificazione. Questa è assicurata nel momento in cui il personaggio mostra una sua debolezza o fa una rivelazione intima.
Spesso è circondato da personaggi secondari, questi si differenziano in quanto: non cambiano nell'arco della storia, fanno da contrappunto al protagonista rappresentando un lato del dilemma/conflitto in opposizione ad altri personaggi secondari.
IL DIALOGO
Dal 1927 i film sono sonori, comprendendo quindi musiche effetti e dialoghi. Il dialogo adempie a tre funzioni: caratterizza i personaggi (istruiti, volgari, ironici, saggi ect), fa avanzare il plot, alleggerisce la tensione drammatica con l'ironia.
Più in generale i dialoghi danno credibilità ai personaggi.
L'ATMOSFERA
Anche questo elemento è essenziale per la credibilità, ma in questo caso del contesto nel quale si muovono i personaggi. Una buona atmosfera credibile è costituita dalla quantità e dalla qualità del dettaglio in sceneggiatura.
LA LINEA DELL'AZIONE
E' la story line, la successione degli eventi. Spesso identificata anche come Storia di Primo Piano in opposizione a quella di Secondo Piano nella quale si raccontano gli elementi relazionali dei personaggi, le loro emozioni. E' grazie a questa narrazione che il pubblico si affeziona ai personaggi.
La Story Line Principale è superficiale, appariscente, esteriore, orientata al conflitto. Quella Secondaria è interiore, intima, sfuggente all'interpretazione.
L'AZIONE MONTANTE
La linea dell'azione cresce con il passare del tempo, ad ogni Atto il livello del conflitto deve crescere fino all'Atto conclusivo (il III). Tra un Atto e l'altro l'azione ha un calo, una pausa, per poter montare successivamente.
IL SOTTOTESTO
E' quello raccontato tramite la Story Line Secondaria, si esprime con gli stati emozionali dei personaggi. Tramite questo si comprendono le scelte del protagonista nell'affrontare i dilemmi posti dal conflitto della Story Line Principale.
LA SCOPERTA
Sono l sorprese, i colpi di scena. Senza di essi la sceneggiatura risulta piatta. Le scoperte devono essere in ordine crescente, quelle alla fine del film devono essere più eclatanti di quelle fatte all'inizio.
IL RIBALTAMENTO
Si tratta delle sfortune del personaggio principale, le sue difficoltà durante la storia. Creano tensione e aspettativa, Troppi ribaltamenti risultano artificiosi e affievoliscono se in gran numero.
PUNTI DI SVOLTA
Detti anche Turning Points, sono anch'essi ribaltamenti, ma di impatto minore. Sono i cardini sui quali si appoggia la storia principale.
LAVORARE CONTRO LA STRUTTURA
Significa contraddire, invertire, mischiare o ribaltare uno o più degli elementi elencati fin qui.
Esistono ad esempio, alternative all'impianto classico dei tre Atti. Si possono scrivere sceneggiature in due o in quattro Atti, il risultato è l'assenza di risoluzione nel primo caso o una seconda risoluzione nel secondo. Non si puo' dare però, una storia che sia tutta Premessa o solo Conflitto.
Si puo' utilizzare un ambientazione caratteristica di un genere (l'horror per esempio) per raccontare una storia appartenente ad un'altro (la fantascienza). Sottrarre al protagonista il suo antagonista.
ALTERNATIVE DI PERSONAGGIO
Le alternative sono un protagonista non attraente nè simpatico. Travis Bickle in Taxi Driver è un antisociale, con cui difficilmente ci si può identificare, eppure il contorno dei personaggi secondari squallidi, aridi e insensibili gli conferiscono quel briciolo di sensibilità sufficiente per renderlo un quasi-eroe.
Altra alternativa è il personaggio ironico o comico , vittima delle circostanze e dell'ambiente "osile".
ALTERNATIVE DI DIALOGO
Ne esistono almeno quattro principali: il dialogo che mina la credibilità dei personaggi (burlesque, teatralità, performance), dialogo molto carico ed emotivo, dialogo astratto, quasi metaforico, dialogo ironico-comico, che lavora contro il suo stesso significato, dialogo come sostituto dell'azione, serrato, importante (vedi gli sceneggiatori teatrali)
ATERNATIVE DI STORY LINE
Star Wars ha decretato la supremazia delle sceneggiature a HighConcept. L'alternativa è quindi basata sull'equilibrio tra plot principale e quello secondario. Per far ciò è essenziale lavorare sul personaggio principale e il suo intimo, costruendogli un dramma interiore importante.
ALTERNATIVE ALL'AZIONE MONTANTE
Scegliendo una storia di secondo piano forte si puo' cercare l'alternativa alla costruzione del climax e alla costruzione del conflitto. E' necessario un grande lavoro sui personaggi e sui dialoghi. L'introduzione di un conflitto rimane un obbligo nel I Atto, nel II si crea l'altyernativa grazie ai personaggi e al dialogo ed il III a questo punto puo' mancare del tutto o risolvere il conflitto posto in premessa.
STRATEGIE NARRATIVE
A dispetto della struttura e dei suoi vincoli esistono molti modi di raccontare una storia. Bisogna adottare una strategia narrativa che ne permetta il suo pieno sviluppo. Chi è il personaggio? Quel'è la Premessa della storia? Quale linea narrativa è la più adatta a raccontarla? Il conflitto è situazionale (fatti e accadimenti) o è più intima e personale?
Gli elementi elencati posso essere strategie da utilizzare (o contro-strategie all'occorrenza). E' essenziale mantenere un equilibrio comunque, ciò che si toglie da una parte deve essere bilanciato con qualcos'altro (un protagonista debole, passivo opposto ad un antagonista carismatico e "piacevole da odiare").
L'esigenza centrale rimane l'interesse del pubblico, che da qualche parte dev'essere catturato, se non con la storia, con i personaggi o i dialoghi o l'atmosfera.
Conclusioni
Le regole per la costruzione di una sceneggiatura sono i mattoni della storia da raccontare, le contro-regole la rendono interessante. E' necessario conoscere le prime per inventare le seconde.