perché il corpo e la soddisfazione dei suoi bisogni sono alla base del concetto di consumo
domenica 29 luglio 2018
sabato 14 luglio 2018
Books
Anni, ma anni fa comprai Il Tormento e l'Estasi, di Irving, alla ricerca di una biografia di Michelangelo. Appena capii che era estremamente romanzata riposi il libro ben in alto nella libreria a prendere polvere per, appunto, anni.
A Maggio su RaiMovie programmano il film tratto dal romanzo (che dire il vero poco ci azzecca). Il film non ha molta accuratezza storica, del romanzo ne prende una piccolissima parte ignorandone oltretutto il senso. Il casting non si preoccupa di restituire i personaggi Ma il film funziona!! Funziona perchè della vicenda prende gli spunti utili ad imbastire una struttura puramente cinematografica, con il contrasto tra i personaggi, i conflitti e le risoluzioni. Un film deve avere una sua struttura alla quale si puo' sacrificare veridicità e attendibilità, in pratica il meccanismo ha la precedenza sulla restituzione del vero. Oltretutto la struttura è simile (al punto da giustificare qualche sospetto di "ispirazione" al film di Eastwood "Invictus")
Ebbene, dopo la visione sono salito sulla scala ed ho recuperato il tomo. Sono bastate poche pagine per essere rapito dal libro. L'ho divorato, la lettura scappa via velocissima. Oggi l'ho finito.
Oltre alla piacevole soddisfazione di aver "finito un altro libro", di aver finito un tomo di ottocento e passa pagine, c'è quella della scelta del prossimo. Di solito ho una schiera di libri da leggere, che si accumulano sul comodino, ovviamente ne compro più di quelli che leggo, senza contare i fumetti e gli articoli che archivio...per dopo.
Comunque, la regola che osservo è quella della rotazione tra Romanzo, Saggio e Pausa, intendendo per pausa un fumetto, Fantascienza (Urania su tutti, collana per la quale ho una venerazione), rivista.
Ebbene la regola imporebbe il saggio di Ferrari sull'Evoluzione o l'Urania. Eppure sono attratto da DURRELL, speranzoso come sono di trovare finalmente un romanzo tipo La Valle dell'Eden, per me il massimo della letteratura possibile; grande saga familiare, epopea che si snoda in decenni di storia. Temo non lo sia, ma anche solo ne fosse un decimo, mi basterebbe.
p.s. ho letto solo poco fa che IRVING ha scritto pure Brama di Vivere, biografia romanzata di Van Gogh...di cui ho visto il film, ovviamente su RaiMovie.
giovedì 12 luglio 2018
Corsa - Dei Rapporti Umani
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| 5k di Lento + Fartlek sul Km |
Il calo della temperatura? La ricomparsa di un compagno di corsa? Altro accadimento (quell'accadimento)?
Non saprei dire, sta di fatto che corro meglio, più veloce con meno fatica. Oggi mi sono divertito, si esce sempre sperando che sia cosi, ma il "divertimento" per chi corre è raro in realtà.
L'obbligata e continua frequentazione della Signora mi ha portato a pensare a come esista un modo di gestire le emozioni particolare. La signora fa parte di quella schiera di persone abituate a stare "in società", ad "adottare il comportamento adeguato", per le quali non si dà il fluire dell'emozione, la sua immediata esternazione o la ricerca della stessa nel prossimo, essa è praticamente bandita, non si puo' dare se non come recita della stessa, la sua ostentazione in pratica. Persona "affettata": la capacità di simulazione teatrale per il pubblico ivi presente, spesso modulata a seconda di "quel" pubblico presente.
Ed io? Io come "mi tratto" l'emozione, il sentimento?
Io (credo) lascio che affiori poi lo prendo, lo passo al setaccio, lo vaglio e lo confronto con non so cosa (passate situazioni simili, reazioni già conosciute, altre persone) e solo dopo lo "pubblico". Ma cosi non potrò mai essere genuino e spontaneo. Pero' lo so.
Riconosco altre modalità: chi non filtra nulla e lascia che sia la qualsiasi emozione. Chi adotta un solo unico filtro, capace di trattenere tutto o quasi e lascia passare una sola categoria di emozioni (solo l'allegria7positiva, solo la depressa-/amentosa)
lunedì 9 luglio 2018
Corsa- 5+5+5
Quando si corre con qualcuno alla fine Si spinge di più. È l'effetto gara. Io ultimamente questi passi non li ho mai tenuti. Esco con Pol....È tirò. Non ho detto una parola su mio padre. Lui non ha chiesto perché non poteva sapere ma comunque non è una cosa che mi viene da condividere, non so se giudicarmi per questo o no.
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