venerdì 22 dicembre 2017

Note - Del Sacrificio

Penso che il sacrificio, (che significa anche rinuncia, compressione del proprio istinto, controllo del proprio impulso emotivo) sia una somma qualità dell'individuo. In qualsiasi campo lo si esprima. Anzi più forme assume nello stesso individuo, più riesco a coglierne la virtù. Questo porta con sè ovviamente anche il suo contrario: l'ozio, la continua ricerca del comodo, l'eccesso compromettono il mio giudizio e la stima.


SUL CIBO
Il cibo sicuramente pone il tema in modo più urgente e immediato di altri. Forse nulla come questo "sfida" l'uomo, lo tenta su qualcosa che, almeno nel mio ambiente geografico-culturale, si pone già come "del superfluo", quindi a priori rinunciabile. Non a caso la rinuncia del cibo, l'anoressia, è un fenomeno ancestrale, psicologicamente profondo capace di assumere moltissime forme (veganismo, fruttarismo ect).
Ecco forse perchè ha assunto col tempo grande importanza per me l'assunzione del cibo, in quantità e in qualità. Sempre deve essere "controllata", filtrata dalla rinuncia all'impulso, improntata al freno dell'impulso istintivo al buono (grasso) e al tanto.

NELLO SPORT
I personaggi sportivi  ai quali mi sono affezionato di più mi accorgo che sono in linea con quanto esposto.
Alla fine hanno tutti un carattere in comune: l'assoluta compostezza dei loro atteggiamenti, la comprensione dell'accadimento sportivo (quindi per natura nono controllabile appieno, spesso anche casuale) con compostezza e cosapevolezza. Ho sempre preferito Borg a McEnroe ad esempio. Zoff è stato un vero esempio di comportamento e approccio allo sport. Paolo Rossi anche, in lui c'era anche l'accettazione di non essere un atleta dotato, di doversi affidare al suo talento minuto e nascosto e quindi sapere di dover "aspettare" e perseverare nell' atto sportivo che per lui era da afferrare e non andarsi a creare. Ovviamente Federer incarna appieno tutte le possibili qualità di uno sportivo. Devo citare anche Becker, che però potrebbe essere dissonante in questo elenco. In campo spesso è stato eccessivo, aggressivo, estroverso l'inverso di quanti cicitati fin'ora. Ma se si è lasciato andare all'ira lo era sempre con se stesso senza mai sconfinare oltre, mai ha inficiato l'atto avversario, mai ha addossato ad esterni l'andamento della partita. La sua era una assoluta mancanza di auto indulgenza che, per paradosso, è espressione dello stesso concetto del sacrificio: non si accetta meno che la perfezione, non è dato l'errore, non è ammissibile la trasgressione.  Se accade allora il responsabile sono io e vado condannato. Non a caso le sue esultanze non varcavano mai la soglia del giusto.

SUL SESSO
Anche l'astinenza sessuale è massima espressione del sacrificio. Essa si accompagna per motivi fisiologici naturlamnte all'eccesso, all'impulso, all'istinto. Esso deve essere filtrato dalla ragione e dal controllo. Anche di questa astinenza ne faccio un vanto tanto quanto quella dal cibo. Forse è solo una conseguenza dell'altra. Forse il loro legame cosi stretto (il cesso e la cucina, sono ambianti simili, contrapposti e legatissimi) fa si che un atteggiamento applicato su un campo si rifletta per forza di cose anche sull'altro.

SUL LAVORO
Nota dolente perchè avrei voluto davvero sperimentare in questo ambito lo spirito del sacrificio. Si sarebbe tradotto in esecuzione tempestiva, azzeramento delle perdite di tempo, concentrazione sul  profitto a scapito del traccheggio, del rapporto amicale col collega. Se devo riassumere il mio breve periodo "produttivo" non è stato incentrato su queste basi, ma il cruccio è proprio questo: ora sarebbe diverso. Mi sarei applicato per il massiomo dell'efficenza, sarei stato sempre teso alla massimizzazione del risultato e alla prevenzione del'errore, mio e altrui. Avrei fatto della collaborazione, del gruppo (sul quale lo spirito del sacrificio è evidente) un campo di applicazione primario.
Ecco che uomini come Falcone e i magistrati impegnati alla lotta alla mafia assurgono posizioni esemplari, anche i Politici, ma solo come figure astratte, raramente sono riuscito a trovare traduzioni in persone degne. Il politico è per natura del suo impegno votato al sacrificio, nessuno lo applica in modo degno.

In conclusione, anche l'umiltà e forma di sacrificio, come l'avversione all'orpello, l'effimero e il superfluo. Le arti e gli artisti che producono senza abbellimenti, senza sfoggio o sfarzo hanno in loro quel tale spirito che ai miei occhi è virtu'.