COSA FA LO SPORT E A COSA SERVE
Una volta ho letto, non so più dove: "Lo sport non forma il carattere, lo rivela". E' una massima che dice una profonda verità.
Nello sport gli stress, le prove, gli esami e tutti quegli episodi che ti pongono davanti a scelte o che ti provocano rabbia, piacere, ansia ect, sono molto più immediati di quelli della vita quotidiana. Accadono certamente e più rapidamente.Nnella loro semplicità sono però "inevitabili", ci devi stare e non c'è via di scampo, non puoi "evitare" la situazione.
Ecco allora che la nostra reazione al determinato episodio ci rivela la nostra spontanea e probabilmente più sincera natura. Anche la capacità di mascherare le nostre emozioni o convertirle in agonismo è indicativo ed è lo sport che puo' far emergere in modo rapido e chiaro questa nostra eventuale attitudine.
Sugli Episodi
Ho parlato di episodi non a caso. Secondo me le partite di un qualunque sport sono soggette all'episodicità. Le cose che accadono non sono nella maggior parte sotto il nostro totale controllo, accadono e basta. E lamentarsene, invocare alla sfortuna, costellare i propri ragionamenti (quelli classici "da bar") di "se" e di "ma" è ozioso e inutile. Gli episodi SONO lo sport, lo fanno, lo sport è fatto per affastellare episodi. Il punto è: "come reagisco a quegli episodi?".
Ora, ci sono sostanziali differenze tra uno sport e l'altro proprio nel numero e nella qualità di questi episodi.
Prendiamo il calcio: gli episodi sono numerosissimi, però per vincere una partita ne bastano un paio, spesso anche solo uno: il gol. Questo drammatizza ogni partita e forse rende questo sport più famoso di molti altri.
Il Gol, l'episodio degli episodi, diventa una catarsi, l'evento che sconvolge l'andamento di tutta la partita.
Gli sport nei quali è la ripetizione del punto che permette la vittoria, questa catarsi non c'è. O capita su alcuni punti, che diventano chiave, ma che comunque da soli non bastano e quindi non diventano "l'Episodio Gol".
Di contro questi sport vivono di successivi e ripetuti "mini-eventi" ai quali l'atleta si sottopone continuamente.
domenica 28 gennaio 2018
Tutti i Soldi Del Mondo
Ci sono andato prevenuto, sulla scorta dei precedenti Prometheus e Alien:Covenant, e di molte critiche negative. Forse proprio quei due reboot potrebbero fare da termine di paragone per quest'ultimo. Dove quelli sono autoriali "troppo sopra" lo spettacolo e spettacolari "troppo sotto" l'autorialità (praticamente l'inverso del primo Alien) questo non è ne uno ne l'altro, Wahlberg è pezzo di legno che si sposta dentro la pellicola come un corpo estraneo, viene spacciato come il protagonista, ma alla fine non lo è (non ho neanche capito se è esistito veramente nella vicenda reale), oltretutto è un personaggio inconcludente, sembra messo li per dare le battute agli altri. La parte thriller è macchiettistica nei ritratti dei rapitori, le BR, il corpo di polizia, doppiata spesso in modo urticante (e forse questo spiega le critiche aspre da parte della nostra stampa). L'azione, quella "venduta" nei trailer e dalla vicenda stessa, non c'è.
Eppure il film è meglio di quello che sembra, riuscendo a superare i suoi stessi difetti. Pur avendolo visto quasi una settimana fa non saprei dire esattamente come faccia. Contribuisce fortemente la fotografia, poi una certa drammaticità di fondo, una specie di cappa, ma che non ha nulla a che fare con il rapimento (che al contrario è senza tensione). Poi ci mette del suo Plummer (interprete di Getty) un vero mefistofele (ovvio domandarsi come sarebbe stato il Getty di Kevin Spacey, prima scelta, peraltro, di Scott), e in ultimo sicuramente Roma, che un certo effetto sul regista lo deve fare, ma non come luogo fisico piuttosto come mito. luogo di sacre (famigliari) tragedie.
In definitiva Ridley Scott è come Ligabue: non agisce secondo una elaborata teoria o una personale "visione", semplicemente non sa fare altrimenti. Gira nell'unico modo che sa, e gli vengono fuori film cosi:a metà tra autore e mainstream. E non credo che si faccia neanche troppe domande.
In definitiva Ridley Scott è come Ligabue: non agisce secondo una elaborata teoria o una personale "visione", semplicemente non sa fare altrimenti. Gira nell'unico modo che sa, e gli vengono fuori film cosi:a metà tra autore e mainstream. E non credo che si faccia neanche troppe domande.
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