martedì 11 dicembre 2018

Wanted - Books


18 libri di fantascienza per Natale

Una serie di letture di fantascienza. Forse non tutte recentissime o canoniche, con qualche classico sempre attuale, e comunque ideali per un regalo di Natale.

Il cromosoma Calcutta, di Amitav Ghosh (Beat)

cromosoma calcutta
Lo scrittore indiano Amitav Ghosh racconta l’epopea, ambientata a Calcutta in un futuro non meglio definito, di un gruppo di estranei che una serie di eventi apparentemente casuali fa incontrare, con conseguenze indimenticabili. Ghosh è uno dei più importanti scrittori indiani contemporanei, figlio di diplomatici, dottorato in antropologia, esperienza da giornalista per il New Yorker, oggi vive a New York e questo è uno dei suoi primi romanzi (è del 1995) ma ha avuto un notevole riscontro internazionale, compresa l’Italia. Techno-thriller alla Michael Crichton, Il cromosoma Calcutta è ancora oggi un libro pregevole di speculazione non solo scientifica.

Cryptonomicon, di Neal Stephenson (Rizzoli)

cryptonomicon Neal Stephenson
Un monumento al suo autore, il più brillante scrittore del post-cyberpunk. Stephenson ha costruito epopee meravigliose con i suoi lunghi cicli di romanzi fiume, e prima ha sparato precisi colpi da cecchino con una serie di romanzi brevi. Ma è con questa avventura ambientata per metà durante la Seconda guerra mondiale e per metà “oggi”, lunga quasi 1200 pagine (un libro da un chilo e mezzo, nella versione cartonata) che l’autore tocca il suo massimo. La storia ha un equilibrio mirabile e un portato epico, che la rende un viaggio unico e indimenticabile, tra le pochissime storie hi-tech centrate sui computer e profeticamente sui big data a essere ancora straordinariamente attuale.

Smart Magma, di Paul Di Filippo (40k – ebook only)

smart magma paul di filippo
Per una breve stagione l’editore digitale BookRepublic con la collana 40K ha proposto testi brevi provenienti un po’ da tutto il mondo. Per ricchezza di stimoli la fantascienza è stata protagonista (come sa il nostro Dario Tonani) ma forse uno dei punti migliori è quello raggiunto con questo racconto lungo di Paul Di Filippo, a torto poco conosciuto nel nostro Paese, che gioca con le parole, i sensi e i significati per costruire un’altra delle sue picaresche, incontenibili storie.

La leggenda della nave di carta – Racconti di fantascienza giapponese, di Aa. Vv. (Fanucci)

leggenda nave
È un libro ricco, complesso, delicato. Perché il Giappone, che a sommerso il mondo con anime e manga, quando si va verso la pagina scritta diventa tutto un’altra cosa. Ha premi Nobel, scrittori memorabili, ricchi e fecondi scambi con l’Occidente, ma ha anche timidezze infinite e modi per fuggire via, nascosto, dal rapporto con la letteratura Occidentale. Qui si ritrova un pool di autori notevoli, scelti con attenzione e pubblicati da Fanucci nel 2002. Se lo trovate su Amazon o su eBay, vale decisamente la pena.

Storie della tua vita, di Ted Chiang (Frassinelli)


chiang storie della tua vita
In trent’anni ha scritto un pugno di racconti (14) e un romanzo breve. È l’unica vera pecca di un autore altrimenti perfetto. Sconosciuto ai più ma che con questa raccolta di otto racconti brilla di una luce intensa, a tratti abbagliante, certamente indimenticabile. Un modo per mostrare che la fantascienza ha ancora molte cose da dire.

Sopravvissuto. The martian, di Andy Weir (Newton Compton)

martian sopravvissuto
L’idea di conquistare Marte è quasi diventata l’obiettivo della nostra generazione. In televisione c’è la serie televisiva che mostra un po’ di presente e un po’ di futuro (2033), mentre questo romanzo di Andy Weir ha dato le basi al kolossal con Matt Damon. Otto punti per sopravvivere su Marte, raccontati da un ingegnere del software con la passione per il viaggio interplanetario e un certo gusto per la fisica e la biologia. Scritto molto bene.

Cloud Atlas. L’atlante delle nuvole, di David Mitchell (Frassinelli)

cloud atlas
Hanno fatto anche un film con Tom Hanks che rende in realtà giustizia solo in parte al romanzo di Mitchell. L’idea è che ci sia uno schema, una trama che unisce la vita di persone che abitano parti diverse della Terra in epoche diverse. Un unico filo rosso che disegna qualcosa, ma che cosa? Sei anime che si reincarnano attraversando la storia passata, presente e futura del nostro pianeta, stupefatti del mistero che li circonda.

Metro 2033, di Dmitry Glukhovsky (MPlayer Edizioni)

metro 2033
È stato il primo, ha creato un genere, dato il successo al suo autore, portato una ventata di novità anche nel nostro Paese (uno degli episodi del franchising di fantascienza è stato scritto anche dal nostro Tullio Avoledo. La storia è quella di un gruppo di sopravvissuti all’olocausto nucleare che vivono nelle profondità della metropolitana di Mosca. Fuori, i mostri, dentro ogni fermata è un’isola distopica della storia umana. È scritto come un fogliettone (usci a puntate sul web) ma ha una potenza primitiva nella sua idea che lo rende godibile. C’è anche il videogioco.

Il silenzio degli abissi, di Michael Crichton (Garzanti)

silenzio degli abissi

L’autore di technothriller più amato di sempre è morto da anni ma continuano a uscire suoi inediti. In questo caso, pre-editi, perché in realtà si tratta di uno dei primi romanzi scritti dall’autore sotto pseudonimo quando ancora frequentava la scuola di medicina di Chicago (era laureato in medicina ed ha inventato E.R., medici in prima linea, per dire). Questa è la storia di un ex militare cercatore di tesori nelle spiagge tropicali, che ama guidare macchine potenti, le belle donne e le avventure. Era la fine degli anni Sessanta quando Crichton ha scritto “Grave Descent”, e c’era ancora modo di riscoprire qualche tesori nazista sprofondato negli abissi. Un romanzo pulp, un classico istantaneo.

Le sabbie di Marte, di Arthur C. Clarke (Mondadori)

sabbie marte clarke
Urania nel lontano 1954 scelse questo romanzo di un giovane Clarke per aprire la collana di fantascienza più vecchia e autorevole mai pubblicata in Italia. È la storia dell’astronave Ares che apre i viaggi di linea regolari con Marte, ormai colonizzato dalla Terra. A bordo c’è lo scrittore Martin Gibson, che deve restituire ai terrestri il senso della vita nella lontana colonia. La comprensione (o la sua mancanza) è la chiave del romanzo, che in Italia è stato pubblicato in svariate edizioni, sempre di Mondadori. C’è anche in ebook ed è ancora godibile, come un vecchio film in bianco e nero.

Cronache marziane, di Ray Bradbury (Mondadori)

cronache marziane
Bradbury è uno degli scrittori di fantascienza più atipici perché è uno dei più letterariamente validi. Vera anomalia nella “letterature di idee” generalmente alquanto povera di mezzi stilistici. Con le Cronache marziane si ripercorre la storia del pianeta rosso: scritto nel 1950 con in mente gli anni della colonizzazione fra il 1999 e il 2026, è un viaggio nella mente umana, sempre più aliena come i grandi velieri marziani mossi da quel che resta di un popolo antichissimo e incomprensibile. Marte pianeta abbandonato anche dai terrestri, diventa l’emblema della desolazione e della solitudine.

Straniero in terra straniera (edizione integrale), di Robert A. Heinlein (Fanucci)

straniero in terra straniera
Ci sono due Heinlein: quello militarista e a tratti quasi fascista di Fanteria dello spazio, romanzo tuttavia potente che ispirerà generazioni di autori compreso il geniale Tomino per il suo Gundam; e poi c’è quello alternativo e figlio dei fiori di Straniero in terra straniera, storia di un figlio della Terra allevato su Marte che torna in patria per creare un culto basato sulla telepatia e l’amore libero. Consiglio quest’ultimo romanzo psichedelico e figlio dei fiori, soprattutto perché meno letto ma in realtà molto delicato e bello, anche se la forza incontenibile di Fanteria dello Spazio rende quest’ultimo il vero capolavoro di Heinlein.

L’uomo nel labirinto, di Robert Silveberg (Fazi)

silverberg

Storia complessa, articolata, avvolta su se stessa come il labirinto del pianeta Lemnos, al centro del quale vive amareggiato e vendicativo Dick Muller, vittima di rapimento alieno che l’ha trasformato in un mostro dotato di poteri telepatici incontrollabili e incapace di reggere la presenza degli altri esseri umani. I quali lo cercano, dopo averlo scacciato, per salvare la Terra da una minaccia devastante. L’odio, l’amore, la base dell’idea stessa di umanità. Romanzo maturo di Silverberg, che ha costruito buona parte del suo successo sulla sua capacità di introspezione psicologica.

I mercanti dello spazio, di Frederick Pohl e Cyril M. Kornbluth (Mondadori)


mercanti dello spazio
Consumare, consumare, consumare. Può il capitalismo diventare il motore della conquista dello spazio, e tramutare qualsiasi cosa in commercio? In questa vecchia storia del 1952 i due autori raccontano di come la Terra distopica e dilapidata delle sue ricchezze naturali nel futuro sia manipolata da agenzie pubblicitarie che utilizzano tutte le possibili tecniche per mantenere i consumi. Pohl ha anche scritto un seguito, che poi è stato pubblicato in volume unico. Tra le note storiche, questo romanzo è uno dei primi lavori del gruppo degli appassionati di fantascienza di New York, i The Futurians, che comprendeva anche Isaac Asimov, James Blish, Judith Merril (la futura terza moglie di Pohl), Damon Knight e Don Wollheim, tra gli altri.

Una storia tra due città, di Charles Dickens (Mondadori)


dickens
Prendere Dickens e avvicinarlo alla fantascienza sia pure per fare un contrasto (si tratta di un romanzo storico tra i più importanti della letteratura britannica) è un’operazione blasfema ma solo in parte. La storia di Parigi e Londra negli anni della rivoluzione francese (il romanzo è stato scritto a puntate sui giornali britannici nel 1859) è l’ideale per allontanare la mente del lettore del futuro e portarla con il garbo e la spietata lucidità di Dickens verso il nostro passato prossimo. Seicento pagine che scivolano via velocemente, mostrando la traiettoria di due intere nazioni.

Il sogno della camera rossa, di Cao Xuequin (BUR)


camera rossa
Scritto nel 1795 è considerato il massimo capolavoro della letteratura cinese di epoca Ching. Ci sono 450 personaggi che si muovono attraverso 1100 pagine che poi è stato il motore della grande storia di amore fra due adolescenti, Pao-yu e sua cugina Tai-yu e di Po-ch’ai, tra sortilegi, magie, viaggi, avventure indimenticabili. Una sola nota: non va letto in italiano, perché entrambe le edizioni nella nostra lingua sono state massacrate dai riassunti e dalla colpevole eliminazione di decine di capitoli. L’unica abbordabile, tra le poche edizioni complete e serie, è quella in inglese della Penguin.

Pastorale americana, di Philip Roth (Einaudi)

pastorale americana

Visto che sta uscendo anche il film, e visto che Roth ha visto tramontare definitivamente le sue possibilità di vincere il Nobel per via del menestrello-poeta Bob Dylan, vale la pena provare a leggere una delle più grandi operare contemporanee sulla pancia dell’America. È la contraddizione della guerra del Vietnam, sulla fine del sogno americano, sulla scoperta e il rifiuto dell’età adulta di un Paese grande come un continente, che non ha una identità razziale ma solo una gigantesca potenza culturale, economica e militare. Un Paese il cui futuro forse è finito, ma la cui voce risuona potente.

Must See

Film che mi devo ricordare di visionare
La selezione è dei critici del New York TIme

First Reformed – La creazione a rischio (di Paul Schrader)

Lazzaro felice (di Alice Rohrwacher)

Zama (di Lucrecia Martel)

Un affare di famiglia (di Hirokazu Kore-eda)

Burning (di Lee Chang-dong) - Il film è tratto da un racconto di Haruki Murakami

Roma (di Alfonso Cuarón)

La favorita (di Yorgos Lanthimos)

Copia originale (di Marielle Heller)



 Lista ma presa dalla scimmiapensa



Cosmos – Andrzej Zulawski (2015)

Lake Mungo – Joel Anderson (2008
)

Lake Mungo – Joel Anderson (2008)

Funeral Parade of Roses – Toshio Matsumoto (1969)
November – Rainer Sarnet (2017)


Excision – Richard Bates Jr. (2012)

Qualcosa di Alice – Jan Svanjmajer (2014)

venerdì 23 novembre 2018

Rambo II - I Sequel Immaginati




RAMBO II





Rambo, ramingo e apolide, si stanzia in una zona montuosa non troppo distante da un piccolo paese di una sperduta provincia americana. Non gradito dai locali, si fa vedere poche volte l'anno per fare acquisti e poi ritirarsi a vita solitaria nella sua modesta dimora.

Un giorno, uno di quelli rari in cui si trova in città, (dove si rende palese l'ostilità verso di lui, che resiliente, concilia) un gruppo di bandit/malviventi ex soldati (o poliziotti coperti dai grandi capi) tentano una rapina proprio nel negozio dove si trova Rambo. Non è la classica rapina, è piu che altro un sopruso e un tentativo di estorcere la merce al proprietario. Rambo si ribella, ne nasce una rissa, Rambo riduce male i tizi.

Tempo dopo una delegazione bussa a casa Rambo chiedendo aiuto contro la banda che sta imperversando. Rambo rifiuta. Ma il gruppo di cittadini lo avverte che la banda ce l'ha con lui e che lo verrano comunque a cercare.

Cosi accade infatti, stavolta pero' Rambo ha la peggio, la sua casa vine distrutta, lui malmenato e trascinato in cella al paese accusato di essere stato il primo ad aggredire la banda.

In carcere ha un incontro con un vecchio galeotto di cui non si vede il volto ne si conoscerà l'identità, da quest'incontro Rambo ne esce convinto a lottare per se stesso e la cittadina.

Rambo evade di galera, torna a casa per armarsi e prepararsi alla guerra con la banda. Lo scontro avviene prima tra le montagne, poi, come capitolo e scontro finale in città.

Rambo li fa fuori tutti, ma ha pietà per il capo, viene comunque "esiliato" dalla cittadina perchè violento e ritenuto pericoloso.. Rambo prende le tre cose che gli rimangono e se ne va, a piedi

venerdì 16 novembre 2018

Forza Maggiore


Ho registrato un film su Rai5, FORZA MAGGIORE. L'ho trovato davvero interesante, sembra basato sul nulla, un episodio apparentemente banale che pero' ha il potere di sconvolgere una famiglia. Potrebbe essere un Eyes Wide Shut piu lineare. Regia presente ma "nascosta", curata ma non esposta o sfacciata, quel filo di ironia latente. Meriterebbe una seconda visione. Ma non ho tempo purtroppo.

Ecco quello che si legge sulla scheda di FilmTv.

Lo svedese Östlund, vincitore con questo film del Premio della giuria al Certain regard 2014, guarda i personaggi col distacco sarcastico di un entomologo annoiato dando luogo ad una “valanga controllata”, un esperimento provocatorio di scoperto cinismo e portando lo spettatore fuori da ogni reale condivisione emotiva dandogli in pasto quello humour anti-empatico che è misura dei nostri tempi.

Perchè non riesco ad avere la stessa capacità analitico-riassuntiva?

lunedì 5 novembre 2018

Film che mi segno

ANOTHER EARTH DI MIKE CAHILL

Molti di voi lo conosceranno sicuramente per I Origins, uno dei film più famosi del regista Mike Cahill, ma è opportuno sapere che il suo precedente film è un concentrato di emozioni riuscito alla perfezione. La storia racconta di Rhonda, una studentessa d’astrofisica che nel bel mezzo della guida si sporge dal finestrino della propria auto. Il gesto inconsulto provoca un violento incidente in cui perdono la vita quattro persone. Accusata di omicidio, la ragazza trascorre quattro anni in carcere e una volta tornata in libertà incontra il musicista John, vedovo di una delle vittime, senza rivelare la sua vera identità e innamorandosene. Un film indipendente, che tratta in maniera veramente originale il senso di colpa, elaborandolo in una chiave fantascientifica. Una storia che fa riflettere e lascia domande, in maniera totalmente volontaria allo spettatore. Una fotografia non sempre eccellente, ma che in un paio di scene regala momenti davvero suggestivi. Una delle promesse più belle degli ultimi anni.

THE WHISPERING STAR DI SION SONO

L’umanita’ si è ridotta drasticamente, l’80% della popolazione è composta da robot e gli umani sono una specie in via d’estinzione. Machine ID 722 è un’androide, a bordo della Rental Spaceship Z. Con il computer di bordo viaggia da un sistema solare all’altro, consegnando pacchi agli umani: un cappello, una matita, vestiti. Per il suo lavoro raggiunge tanti pianeti, città e spiagge desolate. Non capisce perché gli uomini non scelgano il teletrasporto, ma è come se ricevere materialmente gli oggetti facesse battere il loro cuore. Una trama apparentemente semplice, ma carica di significato. Difficile accostare una pellicola del genere a un regista come Sion Sono, data anche la filmografia, ma The Whispering Star è la conferma di un autore carico d’inventiva, in grado di spaziare da un genere all’altro con una naturalezza a dir poco sorprendente. Probabilmente non a tutti piacerà, ma se vi lasciate trasportare vi troverete davanti a un’esperienza visiva straordinaria, che merita solamente di essere vissuta. (qui la recensione)

TIMECRIMES DI NACHO VIGALONDO



Ecco a voi l’ultimo esordio di questa lista. Nacho Vigalondo, ormai conosciuto nel mondo del cinema, esordì nel 2007 con una pellicola tutt’altro che semplice, basandosi sul tema dei viaggi nel tempo. Un uomo che vive con sua moglie in una casa isolata sulla cima di una collina avvista una donna nuda nella foresta. Dopo averla cercata e trovata si imbatte in un misterioso straniero con il volto coperto da un pesante bendaggio che minaccia la sua incolumità. Avrà così inizio un viaggio folle, che metterà a dura prova la mente dello spettatore. Vigalondo si affida ad una sceneggiatura scritta nei minimi dettagli, complicata ad una prima visione, ma efficace quanto basta per farti tornare la voglia di rivederlo. Certo, la fotografia non è perfetta. Dopo tutto stiamo parlando di un film indipendente, a basso budget, ma se visto nell’ottica giusta, Timecrimes potrebbe diventare una delle vostre pellicole preferite.

Scorsese top 11 most frightening horro movie


“Quando si tratta di vecchi film che fanno spaventare, o di qualsiasi altro vecchio film, Scorsese è il più fervente dei seguaci, ma così tanto che preferirei sentirlo parlare di un film horror della Hammer che guardare lo stesso film.”

  • Gli Invasati (The Haunting – Robert Wise, 1963)
  • Isle of the Dead (Val Lewton, 1945)
  • La casa sulla scogliera (The Uninvited – Lewis Allen, 1944)
  • The Entity (Frank de Felitta, 1983)
  • Incubi notturni (Dead of Night – Alberto Cavalcanti, Charles Crichton, Basil Dearden e Robert Hamer, 1945)
  • The Changeling (Peter Medak, 1980)
  • The Shining (Stanley Kubrick, 1980)
  • L’esorcista (The Exorcist – William Friedkin, 1973)
  • La notte del demonio (Night of the Demon – Jacques Tourneur, 1957)
  • Suspense (The Innocents – Jack Clayton, 1961)
  • Psycho (Alfred Hitchcock, 1960)

domenica 4 novembre 2018

VaPian da 31k



Comincio un pochettino a preoccuparmi. Prestazioni decisamente scarse, troppo per essere derubricate come stanchezza o bioritmo basso. Temo.



E poi sono gonfio, ho le guance da criceto che fa scorta. Vacca boia!!

domenica 29 luglio 2018





perché il corpo e la soddisfazione dei suoi bisogni sono alla base del concetto di consumo

sabato 14 luglio 2018

Books




Anni, ma anni fa comprai Il Tormento e l'Estasi, di Irving, alla ricerca di una biografia di Michelangelo. Appena capii che era estremamente romanzata riposi il libro ben in alto nella libreria a prendere polvere per, appunto, anni.

A Maggio su RaiMovie programmano il film tratto dal romanzo (che dire il vero poco ci azzecca). Il film non ha molta accuratezza storica, del romanzo ne prende una piccolissima parte ignorandone oltretutto il senso. Il casting non si preoccupa di restituire i personaggi  Ma il film funziona!! Funziona perchè della vicenda prende gli spunti utili ad imbastire una struttura puramente cinematografica, con il contrasto tra i personaggi, i conflitti e le risoluzioni. Un film deve avere una sua struttura alla quale si puo' sacrificare veridicità e attendibilità, in pratica il meccanismo ha la precedenza sulla restituzione del vero. Oltretutto la struttura è simile (al punto da giustificare qualche sospetto di "ispirazione" al film di Eastwood "Invictus")

Ebbene, dopo la visione sono salito sulla scala ed ho recuperato il tomo. Sono bastate poche pagine per essere rapito dal libro. L'ho divorato, la lettura scappa via velocissima. Oggi l'ho finito.

Oltre alla piacevole soddisfazione di aver "finito un altro libro", di aver finito un tomo di ottocento e passa pagine, c'è quella della scelta del prossimo. Di solito ho una schiera di libri da leggere, che si accumulano sul comodino, ovviamente ne compro più di quelli che leggo, senza contare i fumetti e gli articoli che archivio...per dopo.
Comunque, la regola che osservo è quella della rotazione tra Romanzo, Saggio e Pausa, intendendo per pausa un fumetto, Fantascienza (Urania su tutti, collana per la quale ho una venerazione), rivista.
Ebbene la regola imporebbe il saggio di Ferrari sull'Evoluzione o l'Urania. Eppure sono attratto da DURRELL, speranzoso come sono di trovare finalmente un romanzo tipo La Valle dell'Eden, per me il massimo della letteratura possibile; grande saga familiare, epopea che si snoda in decenni di storia. Temo non lo sia, ma anche solo ne fosse un decimo, mi basterebbe.

p.s. ho letto solo poco fa che IRVING ha scritto pure Brama di Vivere, biografia romanzata di Van Gogh...di cui ho visto il film, ovviamente su RaiMovie.

giovedì 12 luglio 2018

Corsa - Dei Rapporti Umani


5k di Lento + Fartlek sul Km

Il calo della temperatura? La ricomparsa di un compagno di corsa? Altro accadimento (quell'accadimento)?
Non saprei dire, sta di fatto che corro meglio, più veloce con meno fatica. Oggi mi sono divertito, si esce sempre sperando che sia cosi, ma il "divertimento" per chi corre è raro in realtà.

L'obbligata e continua frequentazione della Signora mi ha portato a pensare a come esista un modo di gestire le emozioni particolare. La signora fa parte di quella schiera di persone abituate a stare "in società", ad "adottare il comportamento adeguato", per le quali non si dà il fluire dell'emozione, la sua immediata esternazione o la ricerca della stessa nel prossimo, essa è praticamente bandita, non si puo' dare se non come recita della stessa, la sua ostentazione in pratica. Persona "affettata": la capacità di simulazione teatrale per il pubblico ivi presente, spesso modulata a seconda di "quel" pubblico presente. 

Ed io? Io come "mi tratto" l'emozione, il sentimento? 
Io (credo) lascio che affiori poi lo prendo, lo passo al setaccio, lo vaglio e lo confronto con non so cosa (passate situazioni simili, reazioni già conosciute, altre persone) e solo dopo lo "pubblico". Ma cosi non potrò mai essere genuino e spontaneo. Pero' lo so.

Riconosco altre modalità: chi non filtra nulla e lascia che sia la qualsiasi emozione. Chi adotta un solo unico filtro, capace di trattenere tutto o quasi e lascia passare una sola categoria di emozioni (solo l'allegria7positiva, solo la depressa-/amentosa)





lunedì 9 luglio 2018

Corsa- 5+5+5




Quando si corre con qualcuno alla fine Si spinge di più. È l'effetto gara. Io ultimamente questi passi non li ho mai tenuti. Esco con Pol....È tirò. Non ho detto una parola su mio padre. Lui non ha chiesto perché non poteva sapere ma comunque non è una cosa che mi viene da condividere, non so se giudicarmi per questo o no.  

giovedì 24 maggio 2018

La mia Settimana

Screen shot dell'AppGarmin Connect.


LORO - Impressioni




La locandina mi ricorda quella di Spideman, di Raimi.
Mi sfugge il senso. Quanto voleva "denunciare"? VOleva davvero farlo? E' un film sulla bassezza di quel uomo e del suo mondo? E' un film "antropologico"? Sull'uomo? Quanto voleva astrarsi dalla materia e quanto invece voleva che rimanesse? La regia, l'atmosfera generale è da messa in scena teatrale (come le battute, le scenografie vuote) di recita falsa, ma i personaggi sono reali, freschi quasi. Per capire dovrei sentire Sorrentino descrivere il suo film, capire dove voleva mettere l'accento.
Messa cosi sembra mancare una cosa principalmente: una trama. Si gira a vuoto, e quando si svolge, l'episodio non porta a nulla o porta allo stesso punto (lo squallore). La scena centrale dovrebbe essere quella nella stanza da letto con la ragazza reticente, eppure, pur nell'evidenza di tale importanza alla fine non sembra incidersi nella memoria o farsi centrale nel film.
Un film anzi che sembra proprio "senza un centro", già è diviso in due senza un criterio, privo di evoluzione diegetica, affastellato di personaggi che sono pennellate e astrazioni che vanno e scompaiono.
Sorrentino è un Autore a cui manca una storia da raccontare

martedì 8 maggio 2018

Sul Digiuno - Nota


Un articolo dell'Huffington Post:




Escludendo il Terzo Mondo, regimi detentivi e altri casi che ovviamente fanno eccezione, il £troppo Magro non esiste". Cioè, tutti seguiamo una dieta sempre ipercalorica, ampiamente sopra il nostro fabbisogno metabolico. Di questo sono fermamente convinto.

lunedì 7 maggio 2018

READY PLAYER ONE - Recensione minima




Non credo sia un caso se alcuni fulminanti pensieri io li faccia mentre corro, visto che sempre in queste sessioni io mi produca anche nelle migliori evacuazioni della settimana.

Ebbene: READY PLAYER ONE (visto oltre un mese fa) mi è tornato su come un rutto, ed infatti non è molto distante da tale effusione. A pensarci sfiora quasi il ridicolo (sopratutto nel personaggio del Nerd che ha compilato il gioco), è infantile e cerca di non esserlo sparando citazioni (che non sono citazioni in realtà ma elementi diegetici, organici alla trama stessa) a manetta.

Lo spunto narrativo piu interessante, la vita virtuale piu immersiva di quella reale, si perde e non vne minimamente affrontata.


Risultati immagini




martedì 20 marzo 2018

Longo's chicche




Poi uno si dimentica, passa il tempo e il presente cancella o rende opaco il passato. Ed invece, con una punta (o meglio buona dose, lo ammetto) di infantilismo voglio "ricordarmi" delle piccinerie e scorrettezze dei "nonni". Alla lunga, nonostante la mia buona volontà, l'assunzione di un atteggiamento "superiore" (ma si! lasciamo fare, sono anziani signori, in fondo senza alcuna malizia..),alla lunga prevale il montante senso di fastidio, l'impossibilità di non scorgere il dolo in quello che fanno o dicono.
Vado a caso:

L'episodio Cipollino in Puglia (Ottobre 2017)

Già il presupposto basterebbe. "L'unico nipote maschio a portare il cognome Longo" è orribile e retrogrado. Ma qua si fanno le cose in grande quindi: che vengano anche la mammina sua e il figliolo caro in gita tutti. E noi? Noi non contemplati ovviamente, Alessandro è un Fabbri! Poi la ciliegina! Che vadano i LOngo (e solo loro ben intenso) ma non certo per conoscere parenti vicini e lontani, ma per farsi bellamente gli affari loro. I Longo junior in Puglia ci vanno per fare gitarella! Lasciano cipollino ai nonni e che tutto i l parentado li aspetti per cena (nooo pranzo no che poi come facciamo a fare gitarella fuori porta?!!)

In tutto questo è assordante il silenzio, l'assoluto mutismo critico dei "nonni", non un commento un parere, una parola. E' questa la cosa peggiore, non sanno parlare delle cose, dei fatti. Tutto passa e va....affanculo pero'.


Natale in casuccia Mariuccia (Natale 2016)

La signora Irene sbrocca, in un impeto di inaspettata sincerità si lascia andare ad uno sfogo natalizio contro la figlia rea di averla vessata tutta la vita, di procurarle ansia, di averla sempre aggredita. La signora è tra l'urlo e il pianto, la scena assolutamente fuori luogo e fuori contesto. Il tutto davanti ai bambini. Intervengo, ma non come dovrei. C'è un seguito, forse anche peggiore del fatto. Il "nonnino" dato per rincitrullito, amorfo di pensiero ha uno scatto neuronale (guada caso) e si presenta armato di taccuino (!!!) per chiedere conto delle pretese scuse della figlia!! Insomma non è venuto per "parlare con la figlia", nè per "chiarire" o "ricucire", nooo, è venuto per le scuse ufficiali. Da trascrivere e riportare alla consorte.
Questo è episodio di cui io mi sarei vergognato a vita, in casa Longo è molto poco elegantemente caduto nel dimenticatoio.


La Salute prima di tutto, sopratutto la mia!!

Capitolo composto di piccoli episodi. QUlli che però vanno tutti nella stessa direzione ed indicano chiaramente un percorso. I "nonni" mi accompagnano al Tog, "magari cosi possiamo portarla noi qualche volta". Si presentano con frigoverre, borsa termica schiscette varie. La prima cosa di cui chiedono è una sala  dove poter consumare il pasto seduti e comodi. Io sono basito.

I pasti sono talmente totemici che a Giugno, nelle settimane in cui ospitano i reietti nipoti, non rinunciano alla propria comodità e si ritirano nelle loro stanze consumandoli a kilometri di distanza dalla spiaggia dove li lasciano da soli, Certo con Patty, ma a mio modo di vedere non cambia molto.

Irenuccia, invitata ospite dalla nipote di porta tre finocchi  e due carote. Non si tratta più di eleganza, ma di elementare educazione. Siamo alla barzelletta


Tog..gata e Fuga!

Evento organizzato dal Tog, compro i biglietti anche per loro. Mi chiamano pure la mattina per accertarsi di indirizzo e orario (perchè è ovvio che andare insieme alla figlia e il sottoscritto è fuori da ogni logica). Peccato che mezz'ora prima chiami lui (non lei !!) per dire che verrà da solo. Motivo? La signora va ad una conferenza di un guru. E qua le parole ci sarebbero ma direi che è meglio tacerle


L'elenco è più nutrito di questo, mi fermo ma solo perchè mi sento anche un cretino a dedicare tempo a tutto cio'. Ma chissà, che qualcuno faccia opera di memoria di queste piccinerie forse puo' rendere giustizia delle proprie azioni un giorno.





lunedì 5 febbraio 2018

La Percezione


Accendo la Tv, ci sono le previsioni meteo e si elencano le temperature, le massime le minime e quelle... percepite. Si passa alla cronaca, tema l'immigrazione, anche qui si sottolinea la differenza tra i dati della delinquenza reale, la percentuale di reati commessi da immigrati, e quella percepita, di gran lunga più importante.
Mi chiedo se tutto ciò non sia una ottima metafora dei nostri tempi. La percezione del dato e di gran lunga più importante e influente su quello reale. Cosa puo' importare a me se la temperatura è di 12 gradi se io ne percepisco 3? Se il dato recita che i reati commessi dagli immigrati sono solo il 4% del totale, se vivo accanto ad un centro di accoglienza?
L'epoca Moderna (ma a ben vedere con prodromi iniziati già a fine '500) è tutta tesa alla ricerca del genuino dato percettivo: restituire il dato non come formulato dal raziocinio che lo assimila e inevitabilmente lo idealizza, lo trasforma contaminandolo di coscienza, ma come lo percepisco. Magari afferrando il dato prima che questo si sedimenti e si contamini di "elaborazione" cosciente.

Oggi sembra di vivere questa tendenza agli estremi. Tutto acquista valore solo se nel mio percepito.L'oggettività, se pur conosciuta e riconosciuta ufficialmente, non conta di più del mio sentire. Anzi spesso il mio sentire è condizione più che sufficiente per smentire un dato di fatto. Siamo informati, tecnologicamente attrezzati, e la passione, il sentimento non è il principio informatore del nostro agire, ma al contempo non è la ragione fredda, il numero o qualsiasi altra possibile scienza a guidare il nostro giudizio. Siamo in una sorta di Romanticismo Freddo, un romanticismo dova la scienza sostituisce la passione ma ne è al contempo soggiogata al nostro sentire.

Ed invece, noi dovremmo essere talmente superiori da prescindere anche da noi stessi, da fare del nostro percepito solo terreno di conoscenza per poterlo superare, capirne le origini per annullarlo, a fovore del dato, quello universale, sempre vero, prima e dopo di noi.

domenica 28 gennaio 2018

Lo sport non forma il carattere, lo rivela

COSA FA LO SPORT E A COSA SERVE

Una volta ho letto, non so più dove: "Lo sport non forma il carattere, lo rivela". E' una massima che dice una profonda verità.

Nello sport gli stress, le prove, gli esami e tutti quegli episodi che ti pongono davanti a scelte o che ti provocano rabbia, piacere,  ansia ect, sono molto più immediati di quelli della vita quotidiana. Accadono certamente e più rapidamente.Nnella loro semplicità sono però "inevitabili", ci devi stare e non c'è via di scampo, non puoi "evitare" la situazione.
Ecco allora che la nostra reazione al determinato episodio ci rivela la nostra spontanea e probabilmente più sincera natura. Anche la capacità di mascherare le nostre emozioni o convertirle in agonismo è indicativo ed è lo sport che puo' far emergere in modo rapido e chiaro questa nostra eventuale attitudine.

Sugli Episodi
Ho parlato di episodi non a caso. Secondo me le partite di un qualunque sport sono soggette all'episodicità. Le cose che accadono non sono nella maggior parte sotto il nostro totale controllo, accadono e basta. E lamentarsene, invocare alla sfortuna, costellare i propri ragionamenti (quelli classici "da bar") di "se" e di "ma" è ozioso e inutile. Gli episodi SONO lo sport, lo fanno, lo sport è fatto per affastellare episodi. Il punto è: "come reagisco a quegli episodi?".

Ora, ci sono sostanziali differenze tra uno sport e l'altro proprio nel numero e nella qualità di questi episodi.
Prendiamo il calcio: gli episodi sono numerosissimi, però per vincere una partita ne bastano un paio, spesso anche solo uno: il gol. Questo drammatizza ogni partita e forse rende questo sport più famoso di molti altri.
Il Gol, l'episodio degli episodi, diventa una catarsi, l'evento che sconvolge l'andamento di tutta la partita.
Gli sport nei quali è la ripetizione del punto che permette la vittoria, questa catarsi non c'è. O capita su alcuni punti, che diventano chiave, ma che comunque da soli non bastano e quindi non diventano "l'Episodio Gol".
Di contro questi sport vivono di successivi e ripetuti "mini-eventi" ai quali l'atleta si sottopone continuamente.


Tutti i Soldi Del Mondo

TUTTI I SOLDI DEL MONDO.



Ci sono andato prevenuto, sulla scorta dei precedenti Prometheus e Alien:Covenant, e di molte critiche negative. Forse proprio quei due reboot potrebbero fare da termine di paragone per quest'ultimo. Dove quelli sono autoriali "troppo sopra" lo spettacolo e spettacolari "troppo sotto" l'autorialità (praticamente l'inverso del primo Alien) questo non è ne uno ne l'altro, Wahlberg è pezzo di legno che si sposta dentro la pellicola come un corpo estraneo, viene spacciato come il protagonista, ma alla fine non lo è (non ho neanche capito se è esistito veramente nella vicenda reale), oltretutto è un personaggio inconcludente, sembra messo li per dare le battute agli altri. La parte thriller è macchiettistica nei ritratti dei rapitori, le BR, il corpo di polizia, doppiata spesso in modo urticante (e forse questo spiega le critiche aspre da parte della nostra stampa). L'azione, quella "venduta" nei trailer e dalla vicenda stessa, non c'è.
Eppure il film è meglio di quello che sembra, riuscendo a superare i suoi stessi difetti. Pur avendolo visto quasi una settimana fa non saprei dire esattamente come faccia. Contribuisce fortemente la fotografia, poi una certa drammaticità di fondo, una specie di cappa, ma che non ha nulla a che fare con il rapimento (che al contrario è senza tensione). Poi ci mette del suo Plummer (interprete di Getty) un vero mefistofele (ovvio domandarsi come sarebbe stato il Getty di Kevin Spacey, prima scelta, peraltro, di Scott), e in ultimo sicuramente Roma, che un certo effetto sul regista lo deve fare, ma non come luogo fisico piuttosto come mito. luogo di sacre (famigliari) tragedie.
In definitiva Ridley Scott è come Ligabue: non agisce secondo una elaborata teoria o una personale "visione", semplicemente non sa fare altrimenti. Gira nell'unico modo che sa, e gli vengono fuori film cosi:a metà tra autore e mainstream. E non credo che si faccia neanche troppe domande.