domenica 28 gennaio 2018

Tutti i Soldi Del Mondo

TUTTI I SOLDI DEL MONDO.



Ci sono andato prevenuto, sulla scorta dei precedenti Prometheus e Alien:Covenant, e di molte critiche negative. Forse proprio quei due reboot potrebbero fare da termine di paragone per quest'ultimo. Dove quelli sono autoriali "troppo sopra" lo spettacolo e spettacolari "troppo sotto" l'autorialità (praticamente l'inverso del primo Alien) questo non è ne uno ne l'altro, Wahlberg è pezzo di legno che si sposta dentro la pellicola come un corpo estraneo, viene spacciato come il protagonista, ma alla fine non lo è (non ho neanche capito se è esistito veramente nella vicenda reale), oltretutto è un personaggio inconcludente, sembra messo li per dare le battute agli altri. La parte thriller è macchiettistica nei ritratti dei rapitori, le BR, il corpo di polizia, doppiata spesso in modo urticante (e forse questo spiega le critiche aspre da parte della nostra stampa). L'azione, quella "venduta" nei trailer e dalla vicenda stessa, non c'è.
Eppure il film è meglio di quello che sembra, riuscendo a superare i suoi stessi difetti. Pur avendolo visto quasi una settimana fa non saprei dire esattamente come faccia. Contribuisce fortemente la fotografia, poi una certa drammaticità di fondo, una specie di cappa, ma che non ha nulla a che fare con il rapimento (che al contrario è senza tensione). Poi ci mette del suo Plummer (interprete di Getty) un vero mefistofele (ovvio domandarsi come sarebbe stato il Getty di Kevin Spacey, prima scelta, peraltro, di Scott), e in ultimo sicuramente Roma, che un certo effetto sul regista lo deve fare, ma non come luogo fisico piuttosto come mito. luogo di sacre (famigliari) tragedie.
In definitiva Ridley Scott è come Ligabue: non agisce secondo una elaborata teoria o una personale "visione", semplicemente non sa fare altrimenti. Gira nell'unico modo che sa, e gli vengono fuori film cosi:a metà tra autore e mainstream. E non credo che si faccia neanche troppe domande.

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