giovedì 12 luglio 2018

Corsa - Dei Rapporti Umani


5k di Lento + Fartlek sul Km

Il calo della temperatura? La ricomparsa di un compagno di corsa? Altro accadimento (quell'accadimento)?
Non saprei dire, sta di fatto che corro meglio, più veloce con meno fatica. Oggi mi sono divertito, si esce sempre sperando che sia cosi, ma il "divertimento" per chi corre è raro in realtà.

L'obbligata e continua frequentazione della Signora mi ha portato a pensare a come esista un modo di gestire le emozioni particolare. La signora fa parte di quella schiera di persone abituate a stare "in società", ad "adottare il comportamento adeguato", per le quali non si dà il fluire dell'emozione, la sua immediata esternazione o la ricerca della stessa nel prossimo, essa è praticamente bandita, non si puo' dare se non come recita della stessa, la sua ostentazione in pratica. Persona "affettata": la capacità di simulazione teatrale per il pubblico ivi presente, spesso modulata a seconda di "quel" pubblico presente. 

Ed io? Io come "mi tratto" l'emozione, il sentimento? 
Io (credo) lascio che affiori poi lo prendo, lo passo al setaccio, lo vaglio e lo confronto con non so cosa (passate situazioni simili, reazioni già conosciute, altre persone) e solo dopo lo "pubblico". Ma cosi non potrò mai essere genuino e spontaneo. Pero' lo so.

Riconosco altre modalità: chi non filtra nulla e lascia che sia la qualsiasi emozione. Chi adotta un solo unico filtro, capace di trattenere tutto o quasi e lascia passare una sola categoria di emozioni (solo l'allegria7positiva, solo la depressa-/amentosa)





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