Si potrebbe parlare di un film a tesi, tanto tutto è cosi evidente: il rimando a "Indovina chi viene a cena", il suo portato di denuncia/messaggio razziale, il nero "ipnotizzato" dalla razza bianca...ect ect. Eppure tutto ciò non è un fardello è anzi il motore di tutta la prima parte che funziona benissimo tenendosi su un registro sospeso e ambiguo nel quale è bravissimo l'attore principale a calarsi diffidente e credibile. Il twist finale, quasi ovvio, si fa attendere proprio per "vedere come se la gioca viste le premesse". Ecco qua perde qualcosa, sopratutto nel trattamento del personaggio della ragazza di lui e per la scelta piu classicamente horror che "autoriale". Ma alla fine i pregi della prima parte surclassano le ovvietà della seconda e la spruzzatina comica ci solleva dal dover prendere il tutto sul serio (o magari è proprio quel che Peele vorrebbe che facessimo, chissà...))

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