martedì 30 maggio 2017

Il Controllo






Il tema mi è sovvenuto dimagrendo. Mi accadde in modo non voluto e quasi drastico durante l'anno di servizio civile nel 1994, quando, prestando servizio in una casa di riposo di preti in quel di Verona, mi sottoposi mio malgrado alla dieta leggera che i preti anziani e malati osservavano. E' vero che la mattina ero nell'istituto scolastico dal loro ordine gestito, ma ciò ha solo contribuito perchè i pranzi li saltavo per mancanza di mensa dedicata agli obiettori. Io certo ne approfittai e assecondai la dieta stando attento e mettendo in atto strategie per evitare grassi, pasti completi e sedare la fame.
Tutto questo preambolo per arrivare all'oggi quando ho eguagliato e forse superato il peso di quell'anno. Sono sui 62 kg, due in meno di allora. Oggi come allora provo quella sensazione di potere su me stesso, di volontà forte capace di vincere gli istinti di base, le pulsioni primordiali del corpo. Questa capacità ha un suo fascino, conferisce una sensazione di elevazione spirituale, di controllo assoluto L'idea di poter "controllare" il proprio corpo porta con sè anche quella di supremazia intellettuale sui noi stessi, ci sembra di poter controllare.tutto. Questa condizione tende ad estendersi invadendo altre attività. La corsa diventa una sfida di resistenza e i kilometri si allungano (contando anche il circolo virtuoso/vizioso del peso che rende meno faticoso reggere lo sforzo atletico), ma anche il proprio ambiente deve essere "sotto controllo" e quindi si accentua la voglia di ordine e pulizia, anche lo spreco a volte è sinonimo di non controllo e quindi non bene accetto. L'atteggiamento verso il mondo esterno è quello del distacco, quindi tendente al minimo coinvolgimento emotivo. Privilegio il ragionamento astratto all'emotività.
Una sorta di intransigenza verso tutti gli atteggiamenti che non sono allineati su questa linea di pensiero prendere sicuramente il sopravvento. Aborro in modo palese i ragionamenti che tendono a giustificare l'emotività soggettiva in ragione di scelte razionali. Apprezzo quasi incondizionatamente coloro che fanno della disciplina e del rigore la loro condotta di vita, coloro che eliminano qualsiasi forma di affettazione nel loro agire e pensare.

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